“La Montanina” si fa bella: sosteniamola!

“La Montanina” si fa bella: sosteniamola!

Dal Cantone un contributo di 770 mila franchi: ne mancano ancora 200 mila


Il Consiglio di Stato ha licenziato il 26 agosto scorso, il messaggio per la concessione di un sussidio di 776’900 franchi per la ristrutturazione della Casa La Montanina a Camperio, in Val di Blenio.

Dal canto suo la cooperativa «La Favilla», proprietaria della Montanina, ha dovuto impegnarsi a trovarne altrettanti per giungere a coprire le spese della ristrutturazione che ammontano a circa 1 milione e mezzo. A questo fine è sta lanciata una raccolta fondi che ha già permesso di raccogliere grazie, al contributo di diverse fondazioni privati, 500 mila franchi. «Ora mancherebbero all’appello ancora 200 mila franchi e per questo invitiamo tutti ad essere generosi per permettere che la Casa possa offrire  la sua generosa ospitalità anche in futuro», spiega Luca Cetti.
Si può contribuire alla raccolta fondi tramite le seguenti coordinate bancarie: Società cooperativa La Favilla, via Cima Paese 30, 6592 S. Antonino, IBAN CH53 0076 4197 0542 5200 1.

Della Cooperativa la Favilla fanno parte l’Unione Femminile Cattolica Ticinese (UFCT), l’Azione Cattolica Ticinese (AC) e molti preziosi membri indipendenti, che garantiscono come volontari la gestione dell’edificio durante l’anno.

Inaugurata nel 1966 da mons. Angelo Jelmini, la Casa è sorta proprio su iniziativa delle donne dell’Unione femminile cattolica ticinese per offrire una vacanza in montagna a chi non poteva permettersela e anche per avere una propria casa dove incontrarsi e far germogliare i progetti. La scintilla che fece scattare l’idea di costruire una casa di vacanze in montagna fu un altro quarantesimo: quello della fondazione dell’Unione Femminile stessa, sorta nel 1920. Dal 1960 l’idea di trasformare la fede di tante donne e giovani in un’opera importante, solida, che rimanesse nel tempo, si fece dunque sempre più concreta. A portarla avanti furono soprattutto Dionigia Duchini (che allora era la presidente dell’UFCT) e Ro­sita Genardini. Il primo sussidio per la realizzazione del progetto e l’acquisto del terreno, appartenente alla parrocchia di Olivone, di franchi 75’000, arrivò da «Azione quaresimale». Ma la convinzione arrivò per tutte le responsabili quando anche il Vescovo di Lugano di allora, mons. Jelmini, appoggiò il progetto e lo benedisse.

«Da lì in poi – ebbe occasione di spiegare lo storico e giornalista Luigi Maffezzoli in un contributo del 2006 – arrivarono gesti generosi dal vescovo Angelo Jelmini, dalle parrocchie, dai gruppi, da singoli benefattori. Donne e giovani si misero a confezionare coperte, lenzuola, tovaglie. Regalarono mobili e stoviglie. E cominciò così a crescere, davvero mattone su mattone, la grande casa. La casa di tutti perché ciascuno ci mise del suo».

Negli anni la Casa ha ospitato generazioni di bambini durante i mesi estivi, mentre una decina di anni fa è stata oggetto di un prima importante ristrutturazione che ha dotato la casa di una moderna cucina di tipo industriale, un tetto nuovo e numerosi altri piccoli interventi. La stessa Ida Rossi, figura di spicco dell’UFCT, così la ricordava ancora nel 2006:

La Casa «La Montanina» è stata una realizzazione sociale, costatata l’evoluzione ormai acquisita delle vacanze a favore del personale aziendale. Si è voluto dare alle socie di AC la possibilità di trascorrere questo periodo di vacanze in un ambiente sano, nell’amicizia fra persone che condividevano gli stessi ideali e con lo spazio da dedicare alla preghiera e alla riflessione individuale e comunitaria».

Oggi la Casa è messa a disposizione di molteplici colonie di tutto il Cantone. Grazie a fondi raccolti sia con l’intervento del Cantone che dalla Cooperativa, verrà adattata agli standard di sicurezza ed energetico rendendola ancora più moderna e funzionale alle attività con bambini e assicurando al contempo l’accoglienza e l’accessibilità di persone con disabilità.

Oltre 100 posti letti

In una nota il Cantone spiega che il sussidio, da parte sua, è dovuto all’importanza ricoperta dalla Casa proprio per il settore delle colonie: «Il settore delle colonie di vacanza nel nostro Cantone – afferma nella sua nota il Governo – coinvolge storicamente oltre una quarantina di enti, un migliaio di volontari e oltre 2’000 bambini. I soggiorni estivi costituiscono per le famiglie un valido sostegno alla conciliabilità lavoro/famiglia, in particolare, per quelle dove ambedue i genitori lavorano o per quelle monoparentali. Inoltre rappresentano un’esperienza formatrice ed educativa per ogni giovane partecipante». 

La struttura, che è una delle più grandi e più usate del Cantone, dispone attualmente di 106 posti letto suddivisi in 28 camere singole, doppie e multiple. Può accogliere, poiché raggiungibile facilmente anche coi mezzi pubblici, gruppi numerosi, come gli scout, le colonie riconosciute e le scuole montane, nonché gruppi più piccoli o famiglie.

L’inizio dei lavori è previsto a fine 2022 o inizio 2023, in modo da consentire la riapertura al pubblico per fine luglio 2023.

Per info: La Montanina – Casa per gruppi, scuole e famiglie – Camperio, Blenio.

Per un approfondimento sugli anni di fondazione della Casa: Luigi Maffezzoli, Donne che hanno fatto l’Unione. Cento anni dell’Unione femminile cattolica ticinese (1920-2020), Armando Dadò Edizioni, Locarno 2021.

(www.catt.ch)