La ricchezza del volontariato

La ricchezza del volontariato

L’esperienza di Francesca e Fiorina: due generazioni, una storia, a confronto


Settembre 2022

Il brano che segue questa mia breve introduzione è frutto del cammino che ho percorso con Fiorina, utente di Pro Senectute, incontrata più di un anno fa. Il responsabile dei volontari ci ha presentate e a fronte delle nostre richieste /bisogni, abbiamo deciso di condividere un pezzettino di vita, settimanalmente, in modo assai costante. La stima e la attenzione reciproca si sono trasformate in fiducia e amicizia. Credo che l’idea di proporre a Fiorina di scrivere questa specie di diario, che ha composto in più momenti, sia nata proprio durante le nostre brevi e bellissime passeggiate nei luoghi a lei cari, in cui il suo cuore e la sua sensibilità di donna hanno lasciato un segno tangibile. Il passo successivo è stato quello di aiutarmi a scoprire che questi luoghi sono diventati cari anche a me attraverso i suoi occhi, le sue considerazioni, le sue spiegazioni espressi con una eleganza e con una delicatezza per cui spesso penso proprio che vorrei somigliarle!

Ho suddiviso lo scritto in piccoli paragrafi, cercando di dare ad ognuno di essi un titolo per rendere la lettura un poco “schematica”. Desidero descrivere alcune impressioni sull’incontro con Fiorina. Innanzi tutto mi piace tantissimo il suo senso dello umorismo. Riporta sempre la discussione all’essenziale e talvolta mette in atto lo spietato giudizio del buon senso. Il buon senso di una donna colta, e profondamente femminile. Una “vera signora”, come spesso mi viene da dirle.

Quando arrivo da lei con i miei ritardi, le mie preoccupazioni o la mia distrazione mi accoglie con un caffè meraviglioso e sceglie per me le sue porcellane più belle. Mi vizia con un cioccolatino o con un biscotto che a volte rifiuto con forza mostrando anche a lei la mia “finta” disciplina alimentare! E mi sorride.

Mi chiede con fermezza e determinazione aiuti svariati; ricordo quando mi ha portato nella sede della banca dove suo marito e lei hanno lavorato. Mi sono emozionata. Ho visto e sperimentato la professionalità e la umanità con cui hanno segnato quel luogo. Sono passati molti anni, eppure, sembra che quotidianamente siano ancora lì. 

E ancora mi stupisce la sua propositività. Ha tracciato un percorso di luoghi significativi e mi ha portato con sé in questo bellissimo viaggio, tra passato e presente. Nel suo scritto pone un obiettivo nuovo da raggiungere insieme! La ringrazio di cuore. La sua salute non sempre è eccellente, ma sono lieta che dopo una fase davvero molto pesante e dura da sostenere stia ricominciando a rimettersi in salute, nonostante alcuni acciacchi tornino a colpirla periodicamente e mettano un freno ai suoi slanci e alle nostre passeggiate. Io non so dove mi porterà questa esperienza del volontariato ma sono felice dell’avventura che mi ha fatto incominciare e che adesso viviamo insieme: tutto costantemente prende forma nuova e inaspettata. Talvolta arrivo a casa sua e vorrei farle fare le mille miglia e lei mi ascolta, sorride e dopo avermi consolato mi fa percorrere anni di vita meravigliosa! E non sono delusa di aver mancato il mio compito di volontaria a domicilio che viene per fare passeggiate con lei, perché mi hai insegnato la bellissima possibilità del viaggio nella vita: la sua e la mia insieme. 

Ti sono grata cara Fiorina per il bene che mi doni. 

Con affetto Francesca

Una breve presentazione e il mio incontro con il volontariato

Sono Fiorina, il luglio scorso ho raggiunto gli 80 anni. Sono vedova da 18 anni, ho tre figli e cinque nipoti: quattro femmine e un maschietto. Ho assistito qui a casa mio marito per sei lunghi mesi. Era paralizzato per un tumore al cervello e per assicurare il tempo di cura a lui, ho dovuto rinunciare all’opportunità di accudire le mie due prime nipotine. Dopo la durissima diagnosi della malattia che ha colpito mio marito mi sono confrontata con la malattia e il dolore in modo ravvicinato; non ho mai voluto che mio marito sapesse la vera diagnosi per tante ragioni. Tuttavia, il mio atteggiamento era quello di progettare il futuro, organizzare e vivere importanti eventi in famiglia, risolvendo quotidianamente le difficoltà anche semplici come quelle logistiche (per esempio il battesimo di una nipote una settimana prima della morte di mio marito). Non sono mai stata una donna particolarmente religiosa ma sono riconoscente a Dio. Era scritto che Carlo si sarebbe dovuto ammalare e morire, ma Dio mi ha aiutato nel quotidiano. Dopo la sua morte la domenica pranzavo con la mia mamma presso la casa per anziani ove era ospite. Mia madre ha raggiunto una età ragguardevole: quasi cento anni! Deceduta mia madre ho poi iniziato ad occuparmi di una nipotina di pochi mesi e col tempo mi sono attivata per potermi occupare in diversi modi e tempi dei vari nipoti che nascevano, accogliendo i bisogni delle famiglie dei miei figli. Ho inaspettatamente anche iniziato a fare un volontariato presso un circolo degli anziani e presso la casa di riposo dove era ospite una mia zia, che è stata la persona che mi ha fatto “vedere” l’occasione di volontariato.

Sono scaturite in successione altre possibilità di vita e ho potuto raggiungere per diversi viaggi personali persino l’Africa! Questa parte “itinerante” della mia vita è stata un tempo gratificante. Ho visto altre realtà, in particolare quante persone povere e senza i nostri comfort, erano davvero felici, grate di quello che avevano; mi hanno stupito in particolare gli occhi grandi dei bambini che osservavano attentamente questi “yowo”, cioè bianchi che si occupavano di loro.

Quanto esperito è vivo nei miei ricordi, soprattutto ora che per necessità di salute e vista necessito anche io di aiuto. Grazie a Pro Senectute ho conosciuto la volontaria che sarebbe venuta al mio domicilio per circa due ore il giovedì pomeriggio. Desideravo fare passeggiate e avere compagnia.

Sono stata molto fortunata, Francesca è una signora intelligente, gentile e comprensiva. Con lei mi sento molto supportata, mi sento serena grazie alla sua empatia.

Col tempo sono contenta di averle fatto conoscere alcuni luoghi dove ho trascorso la mia infanzia. Ad esempio, Arosio, nel Malcantone, dove passavo le mie vacanze estive; le ho illustrato affreschi importanti della chiesa del paese, tornati in parte alla luce durante un restauro. Erano stati ricoperti di calce perché la chiesa era divenuta un lazzaretto durante il periodo della peste. Il prossimo desiderio che vorrei realizzare con Francesca (che ha ripetuto il percorso che abbiamo coperto in auto e in parte a piedi, a passo di corsa!) è quello di percorrere il sentiero fra i boschi che porta a Cademario, naturalmente a passo normale!