Non sempre si può guarire, ma sempre curare

Non sempre si può guarire, ma sempre curare

Cura: una delle parole “preferite” da Papa Francesco


Nell’offrire assistenza spirituale è importante ricordare che una guarigione è sempre possibile, anche se la malattia è incurabile. È una distinzione essenziale da tenere presente. La guarigione come risanamento, dove per “sano” si intende letteralmente “completo”, “intero” non “frammentato o danneggiato”. La guarigione, dunque, come riscoperta di una completezza originaria. (…) I volontari erano tutti gentilissimi. Ognuno dava quello che poteva e sembrava capace di trasmettere amore senza alcuno sforzo. Era come sentirsi avvolti in un bozzolo di amore e sostegno, dove non c’era più bisogno di lottare (F. Ostaseski, Saper accompagnare, ed Oscar Mondadori). 

Abbiamo voluto soffermarci sul senso della cura, per questo numero di Spighe, continuando il nostro percorso alla scoperta delle ricchezze che emergono dalle ultime encicliche di Papa Francesco. Cura per noi stessi, per il prossimo, per il creato. Un’attenzione che non si ferma però al fisico più o meno malato, ma che vuole inglobare l’interezza della persona con il suo lato spirituale. 

Un prendersi cura che passa dall’ascolto alla relazione, alla presenza, dalla capacità anche solo di restare quando le cose si fanno difficili. Il concetto di non abbandono delle cure palliative: capiti quel che capiti, io sarò con te su questa barca nella tempesta. Non sei solo. 

Un invito alla relazione, a un cammino comune che scaturisce anche da Papa Francesco e dal vescovo Valerio che ci chiamano ad essere partecipi nella consultazione Sinodale della Chiesa Universale. Il Sinodo che non vuole essere una “serie di cose da fare” ma luogo di incontro e relazione, di cura delle nostre realtà. Questo, infatti, non vuole essere una convention ma “un evento di grazia, un processo di guarigione condotto dallo Spirito”.